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Intervista al fotografo Alessandro Bagalini – Parte 3

Intervista di guidafotografia.com

“Durante l’adolescenza mi sono reso conto che dovevo poter portare a casa quei momenti emozionanti che trascorrevo con mio nonno all’aria aperta e parlando con uno zio, grande appassionato di fotografia mi avviai a quest’arte e all’età di 14 anni. Comprai, con non pochi sforzi, la mia prima macchina fotografica Reflex, da quel momento in poi non ho più smesso di fotografare.”

Alessandro Bagalini e il fotoritocco

D. La sua opinione sul fotoritocco:

R. Dal mio punto di vista, è praticamente indispensabile il fotoritocco per qualsiasi immagine che si pubblica. Questo per me vuol dire correggere i livelli, le ombre e le alte luci, colori e nitidezza e un ritaglio; per i panorami mi piace fare degli HDR e lavorarli in post produzione. Personalmente di solito non vado oltre, ma a volte per salvare una bella foto è necessario intervenire un po’ più a fondo.

D. Quali sono, secondo lei, i limiti etici al fotoritocco?

R. Dipende chiaramente dallo stile del fotografo. Io non faccio più di quanto ho detto prima, ma ci sono artisti che creano opere fantastiche con elaborazioni anche pesanti. Poi dipende anche dallo scopo dell’opera che si crea o per chi è stata creata.

D. E’ lecito intervenire per migliorare luci e toni di una foto?

R. Assolutamente sì. E’ quello che si faceva prima, in camera oscura, durante lo sviluppo, ora si fa tutto in post produzione o “camera chiara” come la chiamano alcuni. È necessario per ottenere una buona stampa, soprattutto quando si scatta in RAW.

Alessandro Bagalini: RAW, JPG e TIF

D. In che formato scatta di solito?

R. Solo RAW o NEF per le macchine Nikon. Non mi preoccupa lo spazio occupato dai file, visto che lo spazio per megabyte costa sempre meno. In questo modo ho la possibilità di recuperare bene una foto che magari è venuta sovra o sotto esposta o editarla con più tranquillità.

D. Se scatta in RAW, che software usa per aprire i file?

R. Già da diversi anni sono diventato un utente Mac, per questo ho trovato fin da subito in Apple Aperture un software snello per il mio flusso di lavoro. Praticamente non uso nient’altro.

D. Ha mai provato con LightRoom? Se sì, cosa ne pensa?

R. Sì, qualche tempo fa ho provato la Beta della versione 4.0 di LightRoom, ma non riesco ad abituarmi. Una delle cose che mi manca in Aperture, è la correzione della distorsione delle lenti, stiamo tutti aspettando e sperando che esca presto una versione 4.0 anche del software di Apple.

 

Segui leggendo l’intervista al fotografo Alessandro Bagalini: Parte 1 - Parte 2 – Parte 3 – Parte 4

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