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Intervista al fotografo Alessandro Bagalini – Parte 2

Intervista di guidafotografia.com

“Durante l’adolescenza mi sono reso conto che dovevo poter portare a casa quei momenti emozionanti che trascorrevo con mio nonno all’aria aperta e parlando con uno zio, grande appassionato di fotografia mi avviai a quest’arte e all’età di 14 anni. Comprai, con non pochi sforzi, la mia prima macchina fotografica Reflex, da quel momento in poi non ho più smesso di fotografare.”

Maestri e grandi fotografi di Alessandro Bagalini

D. C’è stato un incontro con qualcuno che si rivelato importante per la sua crescita?

R. A volte l’importanza di una persona non è rapportata alla sua popolarità. Ci sono grandi fotografi sconosciuti al pubblico ed io ho avuto la fortuna di averne uno in famiglia che mi ha trasmesso passione e amore. Senza passione per quello che fai, non puoi insegnare a nessuno. Un maestro è colui che ama quello che pratica.

D. Ha avuto un vero e proprio “maestro”?

R. Non ho avuto nessun maestro in particolare, a parte mio zio che mi ha dato delle buone basi da cui partire.

D. Per lo stile, ha fatto riferimento a quale grande fotografo mondiale?

R. Io penso che ognuno crei il proprio stile osservando foto, sculture, dipinti, pubblicità, film, serie tv e qualsiasi altra cosa che gli passi davanti agli occhi. Poi chiaramente si cerca di prendere spunto dai migliori, sia del passato che contemporanei.

D. Chi sono i “grandi” di ogni epoca che ammira di più?

R. Robert Capa, Sebastiao Salgado, Steve Mccurry, Joe Mcnelly, Peter Hurley, Scott Kelby, Matthew Jordan Smith e molti altri.

D. Il preferito in assoluto?

R. E’ difficile sceglierne uno solo, tra i tanti però sceglierei Robert Capa.

Gli  scatti di Alessandro Bagalini

D. Cosa le piace fotografare?

R. Cerco sempre di raccogliere le emozioni che provano le persone e questo non è semplice. Ogni volta è una sfida diversa, che ti regala soddisfazioni nel momento in cui consegni il lavoro. Poi amo molto gli spazi aperti e quando cammino, mi piace fotografare i paesaggi.

D. Qual è il suo soggetto preferito?

R. I soggetti che preferisco sono chiaramente le persone. Mi piace catturare i loro sentimenti, le loro emozioni in giorni particolarmente importanti e significativi della loro vita.

D. Ci racconti il suo concetto di inquadratura:

R. Ci sono delle regole di base che si possono seguire, come la regola dei terzi o la sezione aurea. Ma in un reportage di stile fotogiornalistico, non sai sempre esattamente quello che può accadere, quindi lascio più spazio all’emozione.

D. Che tipo di luci preferisce?

R. La luce naturale, secondo me, è sempre la migliore, ma è indispensabile poterla correggere quando necessario e quando possibile, usando strumenti semplici, come per esempio riflettori o diffusori o addirittura aggiungendo anche flash e luci continue.

D. Quale nuovo genere di fotografia vorrebbe esplorare?

R. Sono interessato anche alla macro, ma non mi ci sono ancora dedicato a fondo. Mi piace scoprire i dettagli degli oggetti e anche il mondo degli insetti. Ma è un’altro campo vastissimo, ci vorrà tempo.

D. Usa tecniche fotografiche speciali, come il macro?

R. Un obiettivo macro lo uso per fare dei primissimi piani come occhi/naso o naso/bocca. E’ necessario utilizzare un obiettivo del genere per potersi avvicinare molto al soggetto e riempire il fotogramma con il dettaglio.

D. Usa il bianco/nero con il digitale? Se sì, ci parli di questa tecnica e di come la interpreta.

R. Sì, uso anche il bianco e nero, ma non è una mia priorità. Spesso lo uso per drammatizzare una scena o per correggere qualcosa che a colori “non funziona”, magari usando un leggerissimo viraggio. Soprattutto negli album di matrimonio, si ottengono ottimi risultati a lavoro completato, in contrasto con le pagine a colori.

 

Segui leggendo l’intervista al fotografo Alessandro Bagalini: Parte 1 – Parte 2 – Parte 3Parte 4

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