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Zabbix su Linux Ubuntu 10.10 Server – Installazione pacchetti utili

Ci sono alcuni pacchetti di linux che non vengono installati di default in Ubuntu 10.10 e che possono agevolare notevolmente il lavoro. Qui vi riporto quelli che ho aggiunto dopo l’installazione di base:

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Vim, o Vi IMproved, è un editor di testo open source e multipiattaforma, nato per fornire una versione migliorata, appunto, di Vi.

La sua prima versione è stata scritta nel 1991 da Bram Moolenaar; le versioni successive hanno aggiunto numerose capacità, specialmente utili per la modifica di codice sorgente. Attualmente è diffuso tra programmatori ed utenti di sistemi operativi unix-like.

Da Vi mantiene la caratteristica di essere modale, ovvero di avere modalità diverse nelle quali i normali caratteri della tastiera hanno significato di inserimento testo o di comandi. In questo modo, è possibile usarlo senza far uso del mouse, né dei tasti meta, permettendo una velocità maggiore di scrittura, a prezzo di maggiore difficoltà di utilizzo da parte di nuovi utenti.

Fonte: Wikipedia

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Il componente server di OpenSSH, sshd, è in ascolto continuo per le connessioni in arrivo dei client, qualunque sia lo strumento usato sui client. Quando avviene una richiesta di connessione, per mezzo di sshd viene impostata la corretta connessione in base allo strumento utilizzato dal client. Per esempio, se il computer remoto sta effettuando una connessione con l’applicazione client ssh, il server OpenSSH imposta, dopo l’autenticazione, una sessione di controllo remoto. Se un utente remoto si connette ad un server OpenSSH con scp, il demone server OpenSSH inizializza, dopo l’autenticazione, una procedura di copia sicura di file tra il server e il client. OpenSSH permette l’utilizzo di diversi metodi di autenticazione, inclusi password semplice, chiave pubblica e ticket Kerberos.

Per modificare il file di configurazione del demone ssh, con vim il comando è:
# vim / etc/ssh/sshd_config
Nel file ci sono commenti che spiegano bene tutti i parametri.

Fonte: Ubuntu Server Guide

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Il Network Time Protocol, in sigla NTP, è un protocollo per sincronizzare gli orologi dei computer all’interno di una rete a commutazione di pacchetto, quindi con tempi di latenza variabili ed inaffidabili. L’NTP è un protocollo client-server appartenente al livello applicativo e in ascolto sulla porta 123.

La soluzione preferita è usare il demone NTP, ntpd, configurando uno o più server NTP di riferimento nel suo file di configurazione:
# vim / etc/ntpd.conf
Aggiungendo le seguenti righe:
server ntp1.inrim.it
server ntp2.inrim.it
server it.pool.ntp.org

In questo modo, oltre ad aggiornare l’orologio di sistema, ntpd ne stima l’errore sistematico, ed è in grado di correggerlo, evitando un andamento irregolare del tempo, e migliorando la precisione quando il computer non è connesso alla rete.

Per sincronizzare manualmente l’orologio di sistema con quello di un server con orologio atomico, da console, con privilegi di root, dare il comando:
# ntpdate it.pool.ntp.org

Fonte: Wikipedia

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In Ubuntu per visualizzare le temperature abbiamo bisogno di questo pacchetto aggiuntivo, ed una volta installato ci sono alcuni passi da seguire per configurarlo.

Configurare i sensori con il seguente comando, ci verranno poi poste alcune domande, alle quali dovremmo rispondere sempre “yes”.
# sensors-detect

Bisogna caricare i moduli appena trovati:
/ etc/init.d/module-init-tools

E se tutto è andato a buon fine con questo comando dovremmo vedere tutti i nostri risultati:
# sensors

Fonte: ubuntu-it documentazione

Per installare questi pacchetti, come altri ovviamente, si può utilizzare apt-get o aptitude:
# apt-get install vim openssh-server ntp lm-sensors

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